I BROKPA, e una valle di albicocchi

(di Donatella Mottoso)

Il Ladakh è la terra degli alti passi himalayani che si estende lungo la valle dell’Indo a ridosso di catene montuose che superano i 6000 metri. Al primo impatto ciò che richiama l’attenzione è il contrasto fra le montagne rocciose e le verdissime oasi del fondovalle attraversate dal fiume Indo, coltivate a orzo e colza e punteggiate di boschi di pioppi e alberi da frutta.


Sulla via che lungo il fiume Indo porta da Leh a Kargil, in Kashmir, esiste una piccola valle di grande bellezza, la valle di Dha, una terra di modeste dimensioni, dai colori vivaci e abitata da popoli di culture e religioni molto differenti tra loro. In essa si trovano piccoli villaggi rurali abitati dal popolo Indoari, l’accesso ai quali da parte di visitatori esterni, pur se da pochi anni è ora consentito, rimane regolato rigidamente.
Durante il mio ultimo viaggio in Ladakh io e i miei due compagni di viaggio siamo stati tra questi fortunati. Arrivati in auto fino al villaggio di Dha, abbiamo poi proseguito a piedi sotto lo sguardo vigile dei pochi locali lungo sentieri che si snodano su terreni boscosi, e camminato sotto grandi alberi stracolmi di albicocche. Qui la vita locale è di tipo rurale: le donne seguono l’essiccazione delle albicocche, gli uomini lavorano i campi di orzo con aratri manuali e donne e uomini insieme si dedicano alla raccolta di questi frutti succosi e di color arancione vivo.


Gli Indoari provengono dalle steppe dell’Asia Centrale e hanno raggiunto questa terra percorrendo una delle antiche vie della seta. Si tratta di una delle più antiche tribù asiatiche ad essere rimasta intatta e da loro discende il ceppo europeo. Secondo il credo popolare, queste specifiche comunità“Brokpa” (o “Dropka”, dal tibetano drog-pa, “nomadi”) fecero parte dell’esercito di Alessandro Magno che arrivò in questa regione all’incirca 2000 anni fa. Il fenotipo di queste persone, caratterizzato da carnagione chiara, i capelli castani e gli occhi verdi o castani, le rende completamente diverse dagli altri ladakhi che abbiamo incontrato, e anche la loro lingua si distinguerebbe in quanto simile (a detta loro) all’antica lingua sanscrita (pur se parlano correntemente l’hindi e ora, le nuove generazioni, anche l’inglese). La società, matriarcale, ha come capo villaggi le donne e l’usanza di sposarsi fra membri della comunità (in particolare praticando la poliandria, ovvero il matrimonio di una donna e più uomini), ha fatto si che i Brokpa mantenessero le loro caratteristiche culturali nel tempo vivendo minime variazioni.
Tra le cose che, a livello visivo, ci hanno più incuriosito vi è l’acconciatura delle donne, che pettinano i capelli in piccole treccine che raccolgono poi sul capo adornandole con fiori freschi. Le stesse usano portare al collo pesanti collane di pietre dure come ornamento.



Accolti in casa dalla famiglia del signor Ajay, abbiamo infine avuto la fortuna di conoscere più da vicino questa realtà davanti ad una tazza di “po-cha(the speziato molto zuccherato) e di godere delle prelibatezze che lui, la moglie e i figli realizzano trasformando le albicocche: squisite marmellate, succhi freschi, biscotti che vendono poi ai mercati dei villaggi in pianura.

Vi esorto, quindi, appena possibile, a mettervi in viaggio, e darvi così la possibilità di incontri magici, gentili e con tanta voglia di comunicare come questo.

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